martedì 8 gennaio 2019

Lettera al Presidente ANCI, Antonio Decaro

Condividiamo la lettera datata 3 gennaio inviata dall'Arci Nazionale a firma del presidente Chiavacci ad Antonio Decaro, presidente ANCI, in merito all'attuazione del decreto immigrazione. 






Dott. Antonio Decaro  
Presidente ANCI 
Sindaco Comune di Bari 
Gentile Presidente, 

Le scriviamo per esprimere il nostro favore e la nostra soddisfazione per le sue dichiarazioni di ieri nelle quali si è fatto carico, sia nel suo ruolo di Sindaco che in quello di Presidente dell’ANCI, della richiesta di un incontro chiarificatore con il Governo, a proposito dell’attuazione del decreto immigrazione. 

Come Lei sa, la nostra associazione è impegnata da tempo nella gestione dell’accoglienza in tante parti d’Italia, in collaborazione  con  centinaia di  sindaci  e  amministrazioni  comunali, mettendo a  disposizione  competenze  e strutture, favorendo  politiche inclusive, con una grande attenzione alle comunità locali e alle persone coinvolte, divulgando buone prassi di impegno e convivenza civile. 


Come  abbiamo  denunciato  durante  tutta  la  discussione  parlamentare  e prima  ancora  con l’emanazione del decreto, la negazione dell’iscrizione anagrafica ai richiedenti asilo, e quella dell’accesso al sistema SPRAR sia per i richiedenti asilo che per i titolari di Protezione Umanitaria, escludono l’accesso dei cittadini migranti ai più basilari servizi sociali.  

A fronte di una campagna propagandistica volta solo ad ottenere consenso, il risultato di questa politica porterà soltanto a un aumento del disagio sociale, in quanto i cittadini migranti si trovano da un giorno all'altro senza alcuna  alternativa: ad  esempio  i richiedenti  asilo, nonostante  per  legge  possano  lavorare,  senza  l’iscrizione anagrafica saranno obbligati a lavorare in nero. La percezione del migrante come “peso sociale” aumenterà e questo  alimenterà  ancora  di  più  l’immagine  negativa  del  fenomeno  migratorio.  L’obiettivo  di  ottenere consenso, senza avere alla base una reale ed efficace politica sociale, sarà raggiunto e a farne le spese saranno soltanto i cittadini. Un paese civile dovrebbe aspirare a politiche di inclusione sociale e non opporsi a esse. 

Sappiamo  quanto  di  questo  siano  consapevoli  innanzitutto  coloro  che  Lei rappresenta,  i  Sindaci,  che  sono chiamati a governare le città e a dare risposte ai cittadini in termini di sicurezza e di garanzia dei diritti.  
Abbiamo visto in questi giorni alcuni Sindaci in Italia che, in maniera diversa, hanno dichiarato che si opporranno alla politica discriminatoria e, a nostro parere, incostituzionale, che sta alla base di quella normativa. 

Siamo  pronti  a  sostenere  la loro  scelta  con  tutti  i  mezzi  a  nostra  ad  incontrarLa  in  qualsiasi  momento  per costruire eventuali iniziative comuni. 

Cordiali saluti. 

Francesca Chiavacci 
Presidente nazionale

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