giovedì 15 aprile 2021

Il 25 APRILE ARCI

Liber*, antifascist* e resistenti. Sempre. Sono le parole dell’Arci per il 25 aprile 2021. Una Festa della Liberazione che, per il secondo anno consecutivo, ci trova ad affrontare una pandemia che ha cambiato le nostre vite e le nostre abitudini. Un 25 aprile per resistere, liber*, e ripartire anche oggi dai valori della democrazia, della solidarietà, dell’antifascismo e della Costituzione per uscire da una crisi senza precedenti. Una Festa della Liberazione per contrastare, senza sottovalutazioni, ogni forma di fascismo, negazionismo, suprematismo, razzismo, odio e discriminazione. Per affermare invece il valore della pace, della libertà, dei diritti di tutt*. In questi mesi abbiamo invitato a sottoscrivere la proposta di legge di iniziativa popolare contro la propaganda fascista e nazista, abbiamo sostenuto la legge contro l’omobitransfobia e la misoginia, bloccata al Senato dalla destra, e abbiamo chiesto che venga fatto ogni sforzo per la liberazione di Patrick Zaki. Abbiamo aderito all’appello dell’ANPI Nazionale, che invita a deporre un fiore sotto le targhe dedicate ad antifasciste/i e partigiane/i.

venerdì 5 marzo 2021

Vogliamo continuare a curare la socialità

Oggi venerdì 5 Marzo una delegazione di Arci Imperia APS è stata ricevuta dal Viceprefetto Gerardo Corvatta, per rilanciare la necessità di adeguati ristori per il mondo dell’Associazionismo ad oggi non pervenuti e per ribadire la disponibilità già comunicata e manifestata alla Regione Liguria e alle ASL competenti di mettere a disposizione il sistema dei circoli per la campagna di somministrazione del vaccino anti-Covid.
I circoli ricreativi e culturali del terzo settore sono chiusi ormai da fine ottobre. Se l'alternarsi di zone gialle e arancioni ha dato un po' di respiro a ristoratori ed esercizi commerciali, questo non è successo per i circoli associativi, che inoltre in questo anno di pandemia non hanno avuto nessun tipo di “ristoro” ne di tipo nazionale che regionale. La mancata equiparazione alle attività commerciali costringe anche i circoli dotati di cucina e bar a restare con le serrande abbassate. Il blocco delle attività  ha portato a un crollo nei numeri delle tessere staccate: solo in Liguria si è passati dai 42 mila soci a 18mila e hanno chiuso circa la metà dei 295 circoli. Siamo tutti consapevoli della situazione drammatica che stiamo vivendo sul piano sanitario. Moltissimi di noi sono stati colpiti negli affetti e nessuno può permettersi di sottovalutare alcunché. Ma il silenzio che accompagna le scelte di contenimento della pandemia, l’assenza di una programmazione, la totale mancanza di spiegazioni logiche relativamente a regole assurde stanno provocando reazioni, anche dure, che non possono essere più ignorate e trattate con paternalismo. E neppure con la sufficienza del “siamo in emergenza”. È un anno che questo Paese, insieme al mondo, vive nell’emergenza; è un anno che questo Paese si comporta di conseguenza, ma un anno non può più essere considerato emergenza, neppure con tutta la buona volontà. Valeva prima sui tamponi, vale oggi sui vaccini. E se emergenza deve ancora essere, le scelte conseguenti vanno per lo meno spiegate e vanno colte tutte le energie civiche e sociali per superarla, una volta per tutte. A noi dell’Arci, ad esempio, si deve la spiegazione del perché siamo ritenuti più pericolosi dei bar. Si deve una risposta alla nostra disponibilità per facilitare la vaccinazione offrendo gratuitamente le nostre strutture in tutta la Regione. Per questo protestiamo e protesteremo ancora, anche con azioni di disobbedienza civile almeno per tutto il mese di marzo.  È in ballo non tanto e non solo l’apertura dei circoli ma la nostra stessa comunità, la nostra esistenza come cittadinanza collettiva dopo la pandemia a cui nessuno pensa perché “siamo in emergenza”. Non intendiamo accettare acriticamente società, comunità, quartieri, paesi, senza prossimità, senza socialità e dunque umanità. Abbiamo l’occasione di rilanciare una idea del mondo e delle nostre comunità. Cogliamola. Da parte nostra, non smetteremo di far sentire la nostra voce e rivendicare e difendere la nostra idea di futuro.

sabato 27 febbraio 2021

Mai più fascismo e nazismo. Legge di iniziativa popolare.

 
Invitiamo a sottoscrivere la proposta di legge di iniziativa popolare contro la propaganda fascista e nazista promossa dal sindaco di Stazzema

Da troppi anni nel nostro Paese il fenomeno del ritorno delle ideologie fascista e nazista è stato pericolosamente sottovalutato, come dimostra la diffusione crescente e incontrastata attorno a noi di gesti, simboli e idee, in particolare tramite i social network e con la vendita di gadget, legati ad esse.

Una crescita evidenziata drammaticamente nel “Rapporto Italia 2020” dell’Eurispes che segnala come circa un terzo della popolazione disconosce o ridimensiona la Shoah. Infatti oggi oltre il 15% degli italiani pensa che la Shoah non sia mai avvenuta, contro meno del 3% del 2004, mentre oltre il 16% ne ridimensiona l’immane tragedia. Questo dato impressionante si lega strettamente alla visione incredibile di un quinto della popolazione italiana che vede Benito Mussolini “come un grande leader che ha solo commesso qualche sbaglio” e al costante aumento di episodi di antisemitismo, documentati dall’Osservatorio Antisemitismo, non considerati come indice di un reale problema nel nostro Paese per oltre il 60% di cittadini italiani interpellati dall’Eurispes.

Da qui la proposta, promossa dal sindaco di Stazzema, di una proposta di legge di iniziativa popolare, sostenuta con forza dall’Arci, che dal basso chiede di difendere e attualizzare i valori della nostra Costituzione e della XII disposizione transitoria che vieta la ricostituzione sotto ogni forma del disciolto partito fascista. Chiede inoltre, rafforzando la proposta di legge approvata solo da un ramo del parlamento nella scorsa legislatura , una normativa che “non lasci spazi di tolleranza verso chi si cela dietro le libertà democratiche per diffondere attraverso la propaganda, l’esposizione, la vendita di oggetti di nuovo i simboli di quel passato tragico”, proponendo un inasprimento delle sanzioni per chi produce, distribuisce e diffonde simboli e immagini propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco, per chi diffonde l’odio etnico e razziale, per chi espone questi simboli in occasione di eventi pubblici.

Vi invitiamo a sottoscrivere e a far sottoscrivere questa importante proposta di legge di iniziativa popolare in tutti i comuni italiani entro il 31 marzo 2021. Per chi lo volesse è anche possibile organizzare banchetti di raccolta firme in presenza di figure autorizzate ad autenticarne la validità.

Ulteriori informazioni sul sito web anagrafeantifascista.it/, mentre chi volesse supportare attivamente la raccolta firma può scrivere a info@anagrafeantifascista.it.

Attiva e Resistente #2


 

Roma 19 febbraio 2021 Governo, Chiavacci (Arci) lettera aperta al ministro Orlando: 

"salvarel'associazionismo per rafforzare la coesione sociale""Gentile Ministro,sappiamo che la delega che è chiamato a ricoprire, oltre alle importanti politiche sul lavoro, riguarda anche le politiche sociali e il Terzo Settore. Le scriviamo per sottolinearle la situazione di grandissima difficoltà in cui si trovano i nostri circoli, la nostra associazione tutta che, a un anno dall'inizio della pandemia, continua ad essere uno dei settori più colpiti dalla crisi legata all'emergenza sanitaria. Uno dei settori più dimenticati, nonostante le dichiarazioni di solidarietà e sostegno dialcune forze politiche.Qualcosa però potrebbe cambiare. Il nuovo governo ha infatti individuato tra i suoi principali obiettivi il rafforzamento della coesione sociale. Se questo è l'obiettivo nonci si può ancora una volta dimenticare dell'associazionismo diffuso: è arrivato il momento di far ripartire le attività e il lavoro dei circoli, riconoscendo pienamente il loro ruolo, la centralità della socialità e della cultura come strumenti indispensabili per reagire alla pandemia e all’acuirsi delle disuguaglianze causato dalla crisi sanitaria, economica e sociale che stiamo attraversando.Una crisi senza precedenti anche per l'associazionismo, per l'Arci e i suoi 4 mila circoli in tutta Italia, con le sedi chiuse da mesi, le attività in gran parte ferme, le entrate bloccate, gli affitti e le utenze da pagare. Si tratta per noi di una situazione diventata insostenibile e nella quale è impossibile immaginare un futuro. In questi mesi oltre il 40% del personale Arci sul territorio ha usufruito della Cassa integrazione straordinaria, un provvedimento che ci auguriamo venga rinnovato. I Ristori, previsti nel decreto bis e comunque insufficienti, non sono ancora arrivati. Servirebbero invece strumenti economici adeguati per poter riprendere il nostro lavoro e le nostre attività in sicurezza.Per questo torniamo a ribadire l’urgenza della riapertura dei nostri circoli e della ripresa delle attività di tutti gli spazi culturali, artistici e sociali, così come avviene nelle stesse aree geografiche per attività analoghe. In questi mesi, nonostante la gravissima crisi, i circoli hanno trovato nuovi modi per continuare ad essere vicini alle comunità e alle persone, soprattutto quelle a maggior rischio di esclusione sociale. Dalla distribuzione di aiuti alimentari e sanitari fino alla decisione di mettere a disposizione i circoli Arci per la campagna di somministrazione dei tamponi e dei vaccini.

Crediamo nel nostro ruolo di utilità sociale, ancora più indispensabile in questo momento storico, per costruire un futuro inclusivo e solidale. Dove cultura e relazionicontribuiscono al benessere dei singoli e delle collettività. Per questo chiediamo a Lei, per la delega che ricopre, e all’attuale Governo di prendere provvedimenti che facciano sì che non si disperda un patrimonio importantecome quello rappresentato dall'associazionismo di promozione culturale e sociale, masiano in grado di sostenerlo e valorizzarlo in nome dell'interesse generale e del rafforzamento di quella coesione sociale indicata come uno dei principali obiettivi dell'esecutivo".


Francesca Chiavacci Presidente nazionale Arci

Attiva e resistente #1

 

Roma 22 febbraio 2021

Camera, Arci: "inspiegabile e allarmante la bocciatura degli emendamenti di proroga della garanzia al credito per il Terzo settore non commerciale. Un'altra durissima botta all'associazionismo"

 

"La bocciatura alla Camera degli emendamenti di proroga della garanzia al credito per il Terzo settore non commerciale rappresenta un'altra durissima botta al mondo dell'associazionismo, dopo quasi un anno di chiusura delle nostre strutture per via della pandemia. Una bocciatura inspiegabile e allarmante".
Così Francesca Chiavacci, presidente nazionale di Arci, in merito alla notizia che non ci sarà l’estensione della garanzia dello Stato per l’accesso al Fondo PMI per gli enti non profit che non svolgono attività commerciale.
Con la pubblicazione in GU del 13/10/2020 della Conversione in Legge del DL 104/20 era stato introdotto questo provvedimento. Tra autorizzazioni EU e circolari applicative la misura si è effettivamente resa disponibile solo a novembre scorso. Nel testo della finanziaria una dimenticanza aveva escluso dalla proroga questa tipologia di enti. Tutti i partiti che sostengono l’attuale Governo hanno presentato emendamenti per ripristinare la misura con il Milleproroghe. Ora di nuovo lo stop.

"Una vicenda che ci indigna - prosegue Chiavacci - e che mostra ancora una volta la gravissima non consapevolezza del ruolo e della funzione sociale dell'associazionismo nel nostro Paese. Le nostre strutture, come più volte denunciato, sono allo stremo, tante sono chiuse e tantissime rischiano di non riaprire, facendo venir meno presidi di solidarietà, mutualismo, volontariato, contrasto alla povertà culturale e materiale preziosi per le nostre comunità. Come si può rimanere impassibili di fronte a tutto questo? L'Arci continua a gridare NO! a misure inaccettabili e a chiedere al più presto soluzioni concrete per garantire la sopravvivenza dell'associazionismo".