domenica 24 maggio 2020

Pronti a ripartire ma con prudenza e nel rispetto delle regole



EDITORIALE DEL PRESIDENTE REGIONALE FRANCESCO MARCHESE.

I nostri spazi associativi stanno andando verso la riapertura ma restano ancora molte incognite per la ripresa delle tante attività sociali, ricreative e solidali organizzate quotidianamente dai circoli e dalle società di mutuo soccorso in Liguria come nel resto d’Italia.
Ancora una volta dobbiamo sottolineare come i provvedimenti nazionali e le ordinanze regionali non rivolgano la necessaria attenzione al mondo del Terzo Settore e in particolare alle nostre realtà, sia per quanto riguarda le disposizioni sulle riaperture stesse sia per la messa in atto di strumenti di sostegno economico efficaci. Una riflessione condivisa dal gruppo dirigente ligure, riunitosi in consiglio a distanza, nei giorni scorsi. Abbiamo provato anche così a superare le distanze fisiche, avvalendoci degli strumenti del web, ma per una associazione che fa dello stare insieme e della condivisione delle esperienze c’è bisogno di tornare presto a vivere insieme i tanti tempi e modi della nostra socialità, fatta di momenti culturali, discussione politica, accoglienza, laboratori educativi e attività ricreative.
Abbiamo cercato di riproporre tutto questo grazie anche a due mesi di programmazione di Resistenza Virale: appuntamento in diretta giornaliera attraverso i nostri canali social, grazie al quale si è provato a raccontare e pensare il nostro mondo e il domani al tempo della crisi con la partecipazione dei tanti ospiti che si sono alternati in queste settimane, da volontari e dirigenti dei circoli a rappresentanti delle istituzioni e del mondo non governativo fino a attivisti internazionali. Uno spazio che continuerà ad essere attivo, rimodulato nella frequenza, anche nella nuova fase che si è aperta dopo l’allentamento delle misure restrittive per il contenimento della diffusione del virus.
Siamo costantemente impegnati, anche a livello regionale, nel cercare di tenere viva l’attenzione sul nostro mondo perché si arrivi davvero alla predisposizione di aiuti concreti, affinché non vada disperso lo straordinario patrimonio di esperienze di socialità e solidarietà che non è venuto meno nemmeno durante i momenti più critici... CONTINUA A LEGGERE.

Vademecum Arci Liguria Covid 19 per i circoli e comitati

Dal sito Arci Liguria:  Emergenza Covid-19: Vademecum per comitati e circoli. Tratto dalla prefazione del Vademecum

"La fase straordinaria e drammatica che stiamo ancora attraversando rischia di diventare ancora più
difficile se pensiamo ai nostri circoli, alle nostre basi associative.
Come gruppo dirigente regionale stiamo lavorando, insieme a tutta l’Associazione nazionale, per individuare strumenti di sostegno e di tutela utili in questo delicatissimo momento e, al contempo,
stiamo provando ad immaginare il futuro, studiando azioni straordinarie che rilancino l’Arci, già a partire dal nuovo tesseramento 2020/2021. A questo proposito, la struttura regionale e i comitati territoriali hanno voluto redigere questo primo semplice "Vademecum dentro l’Emergenza", che speriamo possa essere utile a tutti i presidenti e i consigli direttivi delle nostre basi associative e che, unitamente alla nostra totale disponibilità, da il segno del nostro lavoro e del nostro impegno.
Stiamo già lavorando ad un secondo Vademecum "per la riapertura", in modo da offrire a tutte e tutti
voi le indicazioni precise per la prossima fase, nel rispetto delle normative sanitarie emanate dal
Governo".

Potete scaricare le guide dalla home page del sito Arci Liguria QUI.

domenica 3 maggio 2020

#Giustaitalia – Patto per la ripartenza

Dal sito Arci.it



 Un manifesto per far ripartire l’Italia uscendo dalla cultura dell’emergenza e affermando quelle delle regole. #Giustaitalia, un “Patto per la Ripartenza” fondato sull’etica della responsabilità promosso da Libera con Avviso Pubblico, Legambiente, Arci, Rete dei Numeri Pari, Rete della Conoscenza, Fuci, Centro Studi Pio La Torre, Cooperare con Libera Terra, Acsi, Us Acli, Cngei, Fondazione Interesse Uomo, Cgil, Cisl, Uil. Diciotto proposte concrete rivolte al Governo e al Parlamento, perché ascoltino la voce della società civile, del mondo del lavoro, delle imprese, degli enti locali, di tutti coloro che, hanno a cuore la ripartenza del nostro Paese nella legalità e nella giustizia sociale... CONTINUA A LEGGERE

Migranti, GLAN, ASGI e ARCI: presentato un esposto sulla complicità finanziaria dell’UE nei respingimenti verso la Libia

L’Unione Europea dovrebbe sospendere il finanziamento al programma attraverso cui i migranti vengono bloccati in Libia, poiché tale programma viola le norme di diritto finanziario dell’UE e le norme internazionali sui diritti umani. Lo sostengono GLAN (Global Legal Action Network), ASGI (Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione) e ARCI (Associazione Ricreativa e Culturale Italiana) in un esposto presentato oggi alla Corte dei Conti dell’UE.
L’esposto sostiene che la Commissione europea fornisce supporto finanziario a progetti che risultano nel respingimento di persone verso la Libia, dove queste subiscono terribili abusi, non rispettando i suoi obblighi sul non contribuire a gravi violazioni dei diritti umani. La Corte dei conti, l’istituzione preposta al controllo delle finanze dell’Unione attraverso l’attività di audit, dovrebbe dare inizio ad una “special review” del programma di gestione integrata delle frontiere (IBM) finanziato attraverso il Fondo Fiduciario per l’Africa che supporta le autorità libiche e assicurarsi che la Commissione europea sospenda il programma in attesa delle revisioni necessarie, come richiesto dal diritto dell’UE.
L’Unione ha allocato 90 milioni di euro affinché il programma IBM riducesse il flusso migratorio dalla Libia, incrementando la capacità della guardia costiera libica di bloccare le barche dei migranti in fuga, attraverso formazioni e fornendo equipaggiamenti. Le somme usate dal Fondo fiduciario per l’Africa provengono principalmente da fondi per lo sviluppo, i quali, per l’appunto, possono finanziare solo azioni finalizzate a obiettivi di sviluppo. Di conseguenza, l’utilizzo di tali fondi
per obiettivi securitari e di controllo delle frontiere comporta una violazione del diritto dell’UE.
Nonostante ripetute richieste, le istituzioni dell’Unione si sono rifiutate di fornire informazioni sui finanziamenti utilizzati per ridurre il flusso migratorio in partenza dalla Libia. Ostacolare e rifiutare l’accesso all’informazione viola i doveri dell’Unione in termini di trasparenza finanziaria.

Turchia, la denuncia dell’ARCI sulle vittime dimenticate di un altro virus.

Mentre il mondo intero è preoccupato per la pandemia e occupato a fronteggiarla in Turchia il "Sultano" Erdogan prosegue nella sua incessante opera di criminalizzazione e annientamento di qualsiasi voce libera e della cancellazione dei diritti fondamentali delle cittadine e cittadini.

E' la storia dei Grup Yorum, un gruppo musicale turco, di amici della libertà e della democrazia e quindi amici anche della resistenza kurda. Sono famosi nel mondo, hanno pubblicato 20 album fino a quando sono finiti nel mirino del Governo di Ankara. Accusati di “appartenenza a una organizzazione terrorista”, il DHKC-P o comunque di fare propaganda per il terrorismo, i Grup Yorum vengono arrestati e incarcerati in 30. Solo due dei componenti del gruppo musicale sfuggono all’arresto: la cantante Helin Bölek e il chitarrista Ibrahim Gökcek. Il 16 maggio 2019 iniziano uno sciopero della fame in nome della libertà di pensiero e di espressione e pochi giorni dopo si unisce a loro anche un terzo, il chitarrista Mustafa Kocak, detenuto con la condanna provvisoria all’ergastolo. La loro protesta viene censurata, il mondo non ne parla, i media tacciono, l’indifferenza internazionale è evidente, tanto forti sono gli interessi nel mondo legati al regime turco e al suo ruolo nei conflitti in Medio Oriente.